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L’Arco
Il bed and
breakfast “L’Arco” non è in un luogo qualunque. La Sardegna è nel mezzo
del Mediterraneo Occidentale; nel sistema viario dell’isola, Oristano è
la città più centrale; il bed and breakfast è nel mezzo del suo
quartiere storico. Insomma, forse esagerando un poco… potremmo
considerare l’arco in mattoni, che separa l’ingresso dal soggiorno
dell’abitazione, come l’ombelico del Mediterraneo Occidentale. Ciò
richiama alla mente l’onphalos, un curioso contenitore destinato
a raccogliere le offerte per l’oracolo di Delfi, considerato nell’antica
Grecia come l’ombelico del mondo.
Restando con i piedi per terra, questa volta senza esagerare, si
può dire che aver preso l’arco come simbolo e nome della struttura
ricettiva è stata un’ottima scelta. Quando i proprietari ristrutturarono
l’edificio, smantellando i vecchi intonaci, scoprirono diversi archi in
mattoni inglobati nelle murature. Essi furono costruiti per svolgere una
funzione prevalentemente statica: accogliere i carichi delle murature
soprastanti per trasmetterli alle “fondazioni a pozzi”, grossi buchi
scavati nel terreno in profondità; un antico sistema costruttivo
particolarmente efficace in terreni cedevoli come quelli di Oristano.
Questi archi, il cui nome tecnico è “berulle”, sono una preziosa
testimonianza del passato che, anche per la forma e le dimensioni dei
mattoni, ci fa risalire al medioevo.
Alcune berulle sono rimaste a vista, incastonate nei vecchi muri
del piano terreno. Una è invece stata liberata dalla muratura di
tamponamento sottostante, e fa bella mostra di se davanti all’ampio
spazio destinato alla colazione, illuminato da una vetrata che si
affaccia in un raccolto cortile interno, dove la presenza di un barbecue
rivela la possibilità di trovare il proprietario intento in “omeriche
arrostiture” di prelibati muggini di Cabras.
L’arco è il vero “nodo” dei percorsi della casa: accompagna la
scala lignea che sale alle due camere doppie degli ospiti; affianca
l’andito che porta alla cantina, dove il proprietario invecchia vini di
sua produzione. Insomma, un’ arco pieno di promesse.
Carlo
Pettinau |